La cattedrale di Otranto, luogo delle celebrazioni per i Santi Martiri
La cattedrale di Otranto, luogo delle celebrazioni per i Santi Martiri. Foto: Mentnafunangann · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Una festa che nasce da una ferita

Fra tutte le ricorrenze salentine, quella dei Santi Martiri di Otranto è la più difficile da raccontare come semplice festa di paese. Nell'estate del 1480 la città venne assediata e presa da una flotta ottomana. Secondo il racconto tramandato, circa ottocento uomini furono condotti sul Colle della Minerva e messi davanti a un ultimatum: rinnegare la fede cristiana o morire. Al rifiuto, furono uccisi uno dopo l'altro.

Da allora Otranto non ha mai smesso di ricordarli. I Martiri sono compatroni della città e dell'arcidiocesi e nel 2013 sono stati canonizzati da papa Francesco, un passaggio che ha dato nuovo slancio a una devozione che in città non si era mai interrotta. La festa che si celebra ogni anno a metà agosto tiene insieme due registri che di solito restano separati: quello religioso, con le liturgie e le processioni, e quello civile, con la commemorazione pubblica dell'eccidio.

Il ritmo dei giorni

La preparazione comincia molto prima. Nei giorni che precedono la festa la città vive una novena lunga, che in alcune edizioni si sposta di quartiere in quartiere anziché restare chiusa in cattedrale: è un modo per riportare la memoria dentro le strade dove si vive, non solo dentro l'edificio che la custodisce.

Il 14 agosto è la giornata principale, con la solennità liturgica e la processione dell'urna delle reliquie; le celebrazioni si distribuiscono dal 13 al 15 agosto, fra ricordo dell'eccidio e commemorazione civile, e le celebrazioni proseguono nei giorni immediatamente successivi con messe solenni, processioni, momenti musicali e appuntamenti popolari. È una festa molto partecipata dagli otrantini e insieme molto frequentata da chi è in vacanza, perché cade nel cuore di agosto.

I luoghi da attraversare

Anche fuori dai giorni di festa, i luoghi di questa storia si possono visitare e valgono da soli il viaggio.

  • La cattedrale, dove le reliquie dei Martiri sono conservate in una cappella dedicata: è un ambiente che colpisce e che si attraversa in silenzio.
  • Il mosaico pavimentale della stessa cattedrale, realizzato nel XII secolo: un enorme albero della vita che copre la navata, popolato di figure bibliche, animali e personaggi del repertorio medievale. È uno degli oggetti d'arte più straordinari del Mezzogiorno.
  • La cripta, con la sua selva di colonne di recupero, tutte diverse fra loro.
  • Il Colle della Minerva, poco fuori dal centro, luogo dell'eccidio, con la chiesa che ne conserva la memoria.

Come viverla senza fretta

Otranto a Ferragosto è affollata, e questo va messo in conto. Qualche accorgimento aiuta:

  • Lasciate l'auto nei parcheggi fuori dalle mura e raggiungete il centro a piedi: dentro il borgo non si circola.
  • Andate presto la mattina o dopo il tramonto: nelle ore centrali il caldo e la folla rendono tutto più faticoso.
  • Per entrare in cattedrale servono spalle e ginocchia coperte: portate qualcosa di leggero da mettere sopra.
  • Durante le processioni si assiste in silenzio e senza intralciare il corteo: è un momento di devozione, non uno spettacolo.

Prima e dopo la festa

Vale la pena costruire la giornata attorno alla città e non solo attorno alle celebrazioni. Il borgo antico di Otranto si gira a piedi in poco tempo, chiuso dalle mura e dal castello aragonese; dai bastioni si guarda il porto e, nelle giornate limpide, la linea dell'orizzonte verso oriente. Dall'agriturismo la distanza è di una ventina di chilometri, abbastanza da farne una gita di mezza giornata o di un'intera serata senza doversi organizzare troppo.

Chi ha tempo può risalire la costa che porta verso nord, fra baie e tratti di scogliera, oppure fermarsi nell'entroterra a visitare le chiese di campagna che punteggiano questa parte del Salento. È un modo per non ridurre Otranto alla sola giornata di festa e per capire che cosa significhi, qui, la parola frontiera.

Prima di partire

Programma liturgico, orari delle processioni, appuntamenti civili e informazioni sulla viabilità cambiano ogni anno. Consultate i canali ufficiali del Comune di Otranto, dell'arcidiocesi e del comitato festa per il calendario aggiornato e per eventuali modifiche dell'ultimo momento.

Una base tranquilla per le sere di festa

Dopo una serata di musica e luminarie si torna nel silenzio dell'uliveto: camere con bagno privato e aria condizionata a Vignacastrisi, con la colazione compresa il mattino dopo.