La colonna di Sant'Oronzo nella piazza principale di Lecce
La colonna di Sant'Oronzo nella piazza principale di Lecce. Foto: Sailko · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tre giorni che chiudono l'estate

Ogni anno il 24, 25 e 26 agosto Lecce festeggia i suoi patroni: Sant'Oronzo, insieme a San Giusto e San Fortunato. Per tre giorni il centro storico cambia faccia. Le vie principali vengono coperte dalle luminarie, strutture di legno e luci montate come vere e proprie architetture temporanee; le strade attorno al centro si riempiono per la fiera; il barocco leccese, già teatrale di suo, diventa lo sfondo di una scenografia dentro l'altra.

È la festa che segna la fine dell'estate salentina. Chi è in vacanza in questi giorni si trova davanti a una città in stato di eccezione, ed è un'occasione rara per vedere Lecce non come meta turistica ma come comunità che celebra sé stessa.

Chi era Sant'Oronzo

La tradizione vuole Oronzo primo vescovo di Lecce, in età antichissima. Il legame fortissimo che la città ha con lui, però, si consolida molto più tardi, nel Seicento, quando un'epidemia di peste devasta il Mezzogiorno e Lecce ne esce risparmiata. La gratitudine cittadina si traduce in un culto che da allora non si è più affievolito e nel monumento che oggi tutti conoscono: la colonna che porta in cima la statua del santo e che dà il nome alla piazza principale.

Quella colonna ha una storia curiosa, perché il materiale con cui fu innalzata proviene da una delle colonne romane che segnavano il porto di Brindisi, terminale della via Appia. Un pezzo di età imperiale riusato per una devozione barocca: molto salentino, come cortocircuito.

Che cosa succede in città

  • Le luminarie: montate su piazza Sant'Oronzo e sulle vie del centro, si accendono al calare della sera. È la parte più fotografata della festa e vale la pena vederle sia da sotto sia da lontano.
  • La fiera: centinaia di banchi lungo il percorso tradizionale, con dolci, torroni, prodotti locali, giocattoli e mercanzia di ogni genere. Dura più giorni ed è frequentatissima.
  • Le celebrazioni religiose: messe solenni e la processione con le statue dei patroni, il momento più sentito dai leccesi.
  • Le bande: i concerti bandistici nelle casse armoniche sono una tradizione a sé, con un repertorio che alterna marce e trascrizioni d'opera.
  • La chiusura: la sera dell'ultimo giorno si chiude con i fuochi d'artificio.

Il centro barocco durante la festa

Se non conoscete Lecce, questi giorni sono insieme il momento migliore e il peggiore per scoprirla. Il migliore perché la città è viva e illuminata come non mai; il peggiore perché è affollata e visitare con calma le chiese diventa difficile. La soluzione è dividere la giornata: mattina presto per la basilica di Santa Croce, il Duomo con il suo cortile chiuso, l'anfiteatro romano affacciato sulla piazza; sera per la festa.

Anche fuori dai monumenti principali il centro merita di essere girato senza meta, alzando lo sguardo: la pietra locale, tenera e facile da intagliare, ha permesso una decorazione fittissima che si scopre solo camminando lentamente.

Consigli pratici

  • Il centro è pedonale e in questi giorni la zona a traffico limitato si allarga: parcheggiate fuori e proseguite a piedi.
  • Cenate presto o molto tardi: nelle ore di punta i locali del centro sono presi d'assalto.
  • Portate acqua e scarpe comode: si cammina molto e ad agosto la pietra restituisce calore fino a notte.
  • Se soffrite la folla, il momento migliore per le luminarie è appena dopo l'accensione, prima che arrivi il grosso del pubblico.
  • Attenzione ai fuochi se avete con voi animali: meglio lasciarli in struttura.

Arrivarci dal basso Salento

Lecce si raggiunge in circa un'ora d'auto dalla costa adriatica meridionale, e il ritorno in serata è comodo se si evita l'uscita di massa a fine spettacolo. Programma civile e religioso, percorso della fiera e orari cambiano ogni anno: prima di partire controllate i canali ufficiali del Comune di Lecce e della diocesi, dove vengono pubblicati calendario aggiornato, viabilità e indicazioni per il pubblico.

Una base tranquilla per le sere di festa

Dopo una serata di musica e luminarie si torna nel silenzio dell'uliveto: camere con bagno privato e aria condizionata a Vignacastrisi, con la colazione compresa il mattino dopo.