Perché una giornata intera
Otranto è la città più orientale d'Italia e dista una ventina di chilometri dall'agriturismo: si raggiunge in poco tempo, ma sarebbe un errore trattarla come una tappa di passaggio. Il centro murato è piccolo e si percorre a piedi in un paio d'ore, però contiene due monumenti che meritano attenzione lenta e una storia che ha lasciato tracce evidenti sulle pietre. Con una giornata piena si vedono bene cattedrale, castello, vicoli e lungomare, senza correre.
Una raccomandazione pratica prima di tutto: in estate parcheggiate fuori dalle mura e arrivate presto. Dalle undici in poi il centro storico si affolla e la luce sulle case bianche diventa durissima.
La cattedrale e il mosaico di Pantaleone
La cattedrale è la ragione principale per cui si viene a Otranto. Il pavimento è coperto quasi per intero da un enorme mosaico realizzato fra il 1163 e il 1166 dal monaco Pantaleone, su commissione dell'arcivescovo Gionata. È composto da centinaia di migliaia di tessere calcaree e si sviluppa lungo un grande albero della vita che attraversa la navata.
Il programma figurativo non è decorativo: mette in scena la condizione umana e il conflitto fra bene e male, mescolando episodi dell'Antico Testamento, materiale apocrifo, cicli cavallereschi e bestiari medievali. Camminando lungo la navata si passa dai mesi dell'anno alle figure mostruose, dai personaggi biblici ai cavalieri. Vale la pena procedere lentamente, guardando in basso, e concedersi almeno tre quarti d'ora solo per questo.
Nella stessa chiesa si trova la cappella dei Martiri, realizzata pochi anni dopo l'assedio per volere degli Aragonesi, per accogliere i resti degli abitanti uccisi nell'agosto del 1480, durante l'assedio ottomano, per non aver rinunciato alla propria fede. È un ambiente che colpisce e che conviene affrontare sapendo cosa si sta per vedere. Sotto l'altare maggiore si apre inoltre la cripta, una selva di colonne di recupero, tutte diverse fra loro.
Il castello aragonese
Il castello fu voluto da Alfonso d'Aragona alla fine del XV secolo, dopo la riconquista della città. Ha pianta pentagonale, è circondato da un fossato profondo e presenta tre torri circolari a cui furono dati nomi femminili: Alfonsina, Ippolita e Duchessa. Sul lato verso il mare sporge il bastione dei Pelasgi, una struttura a punta pensata per deviare i colpi delle navi e spezzare gli assalti frontali; dalla sua terrazza si abbraccia tutto il porto.
Una curiosità che piace sempre: è questo castello ad aver dato il titolo al romanzo di Horace Walpole considerato il capostipite della narrativa gotica. All'interno si tengono con regolarità mostre ed eventi culturali, quindi prima di andare conviene controllare il programma sui canali ufficiali.
Il centro storico e le mura
Si entra nel borgo antico soprattutto da Porta Alfonsina, aperta nel XV secolo nelle mura. Dentro, il tessuto è un intreccio di vicoli stretti, case bianche addossate, scalette e balconi fioriti. Non serve un itinerario: conviene perdersi e risalire, prima o poi, sul camminamento delle mura, da cui si vedono insieme il porto e il mare aperto.
Fuori dalla cinta corre il lungomare degli Eroi, che prende nome dalle vittime del 1480 ed è il posto giusto per una sosta a metà giornata, guardando la baia.
Come distribuire le ore
- Mattina presto: parcheggio fuori le mura, cattedrale con calma, poi il castello.
- Mezzogiorno: vicoli del centro e camminamento sulle mura, quando l'ombra si stringe.
- Primo pomeriggio: sosta lunga sul lungomare o bagno nella baia.
- Tardo pomeriggio: uscita verso sud lungo la litoranea, con le insenature che precedono Porto Badisco, oppure verso nord in direzione dei laghi Alimini.
Qualche accortezza
La cattedrale è un luogo di culto: serve un abbigliamento adeguato e in caso di funzioni la visita può essere sospesa. Orari di apertura, biglietti e mostre in corso al castello cambiano di stagione in stagione, quindi verificateli sui siti ufficiali della diocesi e del Comune prima di partire. Infine, la costa a sud di Otranto è rocciosa e poco ombreggiata: se pensate di fermarvi in acqua nel pomeriggio, portate scarpette e un telo.
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