Il porto di Castro Marina visto dall'alto, con il borgo antico sul promontorio
Il porto di Castro Marina visto dall'alto, con il borgo antico sul promontorio. Foto: Enric · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Due paesi in uno

Castro si capisce solo se si accetta che siano due luoghi distinti, legati da una strada in salita. In alto c'è il borgo medievale, arroccato su un promontorio che guarda l'Adriatico, chiuso dalle mura e dominato dal castello. In basso c'è Castro Marina, cresciuta attorno al porto, dove si concentra la vita di mare. Salire e scendere richiede pochi minuti in auto, ma il cambio di atmosfera è netto: sopra si cammina all'ombra dei muri, sotto si sta con i piedi quasi nell'acqua.

Dall'agriturismo sono poco più di quattro chilometri, il che rende Castro la meta naturale per una prima uscita, magari nel tardo pomeriggio quando la pietra smette di restituire calore.

Il borgo alto: mura, cattedrale, castello

Il nucleo antico è compatto e si gira a piedi. Le fortificazioni raccontano stratificazioni diverse, dalle origini messapiche alle sistemazioni successive, e in più punti il muro si affaccia direttamente sul vuoto verso il mare. La cattedrale dell'Annunziata risale al XII secolo ed è l'edificio attorno a cui il borgo si è organizzato nei secoli.

Il castello aragonese è il segno più riconoscibile del profilo di Castro. Oggi ospita il museo archeologico, e non è una visita di cortesia: è il motivo principale per cui vale la pena salire.

Atena, e perché il museo conta

Negli scavi condotti nell'area sono emerse le tracce di un santuario dedicato ad Atena. È un rinvenimento di risonanza particolare, perché un santuario di Minerva su questa costa è citato da Virgilio nel terzo libro dell'Eneide, nel punto in cui i profughi troiani toccano terra in Italia. La corrispondenza fra il testo antico e il terreno ha reso la scoperta una delle più discusse dell'archeologia salentina degli ultimi anni.

Dagli scavi proviene anche una statua di Atena in pietra leccese, alta quasi tre metri e mezzo, riferita al IV secolo a.C. e ricomposta da frammenti ritrovati in campagne successive. È la più grande statua in pietra leccese giunta dal mondo antico ed è esposta nel museo del castello dopo il restauro. Vederla dopo aver camminato lungo le mura dà una misura diversa di quanto sia antica la frequentazione di questo promontorio.

Castro Marina: il porto e la scogliera

Scendendo si arriva al porticciolo, cuore pratico del paese: ormeggi, barche da pesca, imbarcazioni per le escursioni lungo la costa. Da qui partono le uscite verso le grotte del tratto, la Zinzulusa fra tutte, poco più a nord lungo la costa.

Il mare, qui, non è di sabbia. Si entra da scogli piatti, scalette e piattaforme, con fondali che scendono in fretta e acqua molto trasparente. Qualche indicazione utile.

  • Portate scarpette da scoglio: la roccia è affilata e in alcuni punti scivolosa.
  • In alta stagione il parcheggio in marina si satura presto: meglio arrivare la mattina presto o dopo le cinque del pomeriggio.
  • Con vento di levante il mare a Castro monta rapidamente: se la giornata è ventosa, dedicatela al borgo alto.
  • L'ombra naturale è scarsa: un telo o un ombrellone leggero fanno la differenza.

Quando andare, e con quanto tempo

Per il borgo alto bastano un paio d'ore camminando con calma, museo compreso. Per la marina il tempo dipende da quanto volete stare in acqua. La combinazione che funziona meglio in estate è mare al mattino e paese al tramonto, quando la luce radente sulla pietra e sull'Adriatico giustifica da sola la salita. Fuori stagione, tra aprile e giugno o a settembre e ottobre, si può fare tutto nella stessa mezza giornata e il paese risulta molto più leggibile.

Un'ultima nota pratica: gli orari del museo e della cattedrale, così come le partenze delle barche, variano con la stagione e con le condizioni del mare. Verificateli sui canali ufficiali del Comune e degli operatori prima di programmare la giornata, così evitate salite a vuoto.

Dormite tra gli ulivi, a due passi dal mare

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