Perché questa costa è piena di grotte
La fascia costiera che scende da Otranto verso sud è fatta quasi per intero di calcare. È una roccia che l'acqua scioglie lentamente: piovendo, filtrando nelle fratture, risalendo e ritirandosi con le oscillazioni del livello del mare nel corso delle ere geologiche. Il risultato è un litorale bucato, con cavità che si aprono a filo d'acqua, altre sospese qualche metro più in alto, altre ancora invisibili da terra. Chi arriva qui per il mare finisce quasi sempre per accorgersi che sotto la scogliera c'è un secondo paesaggio.
Conviene distinguere subito tre categorie, perché fanno una differenza pratica enorme: le grotte che si visitano camminando, quelle raggiungibili solo dal mare e quelle chiuse al pubblico per ragioni di tutela. Confonderle è il modo più veloce per organizzare male una giornata.
La Zinzulusa, la grotta che si visita a piedi
È la più nota del tratto e si apre sulla costa di Castro, a pochi chilometri dall'agriturismo. Il nome viene dal dialetto: zinzuli sono gli stracci, e le concrezioni che pendono dalla volta ricordano davvero panni appesi ad asciugare. La cavità si è formata per erosione ed è convenzionalmente divisa in tre parti.
- Dall'ingresso alla Cripta: calcari compatti, grande varietà di stalattiti e stalagmiti e la Conca, uno specchio d'acqua limpidissima in cui componenti dolci e marine si mescolano.
- Dalla Cripta al Duomo: qui domina una morfologia di erosione, la roccia è meno compatta e il lavoro delle acque interne si legge sulle pareti.
- Il Cocito, il piccolo bacino chiuso della parte terminale, con acque stratificate: calde e salmastre in profondità, dolci e fredde in superficie.
La visita è guidata, riguarda un tratto contenuto della cavità e dura poco: è un'esperienza breve e concentrata, non un'escursione. Modalità di accesso e calendario cambiano con la stagione, quindi conviene verificarli sui canali ufficiali della gestione prima di mettersi in auto.
Quelle che si vedono solo dal mare
Buona parte delle cavità di questo tratto non ha un accesso da terra. La Grotta Azzurra e la Grotta Palombara, nell'area di Castro, si raggiungono in barca o a nuoto per chi è allenato e sceglie una giornata di mare piatto. La luce cambia radicalmente a seconda dell'ora: al mattino e nelle prime ore del pomeriggio il gioco dei riflessi sul fondo è tutt'altra cosa rispetto al tardo pomeriggio.
C'è poi la Grotta Romanelli, sempre nel territorio di Castro, chiusa al pubblico ma di peso scientifico notevole: è uno dei siti chiave per lo studio del Paleolitico in Italia, per i depositi e le manifestazioni artistiche che vi sono stati riconosciuti. Dal mare se ne intuisce l'apertura, e sapere cosa si sta guardando cambia lo sguardo.
Le cavità che non si visitano, e perché
A Porto Badisco, a sud di Otranto, si apre la Grotta dei Cervi: gallerie per oltre un chilometro con migliaia di pittogrammi neolitici, considerate il complesso pittorico preistorico più imponente d'Europa. Non è aperta al pubblico e l'accesso resta riservato agli specialisti, proprio per conservare le pitture. È una limitazione che ha senso accettare: l'umidità e l'anidride carbonica portate dai visitatori sono il principale nemico di quelle pareti.
Come organizzare l'uscita in barca
Le escursioni via mare partono dai porticcioli della costa, primo fra tutti quello di Castro Marina. Qualche accortezza rende la giornata migliore.
- Controllate il meteo marino, non solo quello a terra: con vento di levante o scirocco molte grotte diventano inaccessibili anche se in paese c'è il sole.
- Preferite le prime ore del mattino: mare formato di rado, luce migliore, meno traffico di imbarcazioni.
- Portate scarpette da scoglio, acqua e un telo: sulle barche piccole non c'è ombra.
- Chiedete in anticipo durata e percorso, perché il giro varia con le condizioni del mare e non tutte le uscite toccano le stesse cavità.
Qualche regola di buon senso
Le concrezioni crescono di frazioni di millimetro all'anno: toccarle o staccarne un frammento è un danno permanente. Dentro le cavità marine non si lascia nulla, nemmeno un mozzicone, e non si porta via nulla, nemmeno un sasso. Se nuotate verso un ingresso, valutate onestamente forze e corrente: la roccia qui è tagliente e le vie d'uscita sono poche. Sono precauzioni banali, ma questo è uno dei tratti di costa più fragili e frequentati della provincia, e si conserva soltanto se chi lo visita se ne prende cura.
Dormite tra gli ulivi, a due passi dal mare
L'Aia di San Giorgio è a Vignacastrisi, immersa in un uliveto e a 4 km dalle scogliere di Castro: camere con bagno privato, colazione inclusa e ristorante con i prodotti della nostra azienda.


