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Dintorni · Mare

Porto Badisco

A tredici chilometri verso nord, Porto Badisco è la piccola insenatura in cui la leggenda fa approdare Enea dopo la fuga da Troia. Una lingua di mare verde smeraldo entra fra le rocce fino a una spiaggetta raccolta, e tutto intorno la macchia mediterranea arriva fino all'acqua: è una delle cale più limpide di questo tratto di costa.

13 km dall'agriturismo Mare
L'insenatura di Porto Badisco vista dall'alto, con la piccola spiaggia e l'acqua verde smeraldo fra le rocce
Porto Badisco, a 13 km dall'Aia di San Giorgio.

La cala dove sarebbe sbarcato Enea

Porto Badisco è un'incisione stretta nella costa, poco a sud di Otranto, dove il mare entra nella terra per un centinaio di metri e si ferma su una spiaggetta di sabbia e ciottoli. Il colore dell'acqua cambia con l'ora: verde smeraldo al mattino, azzurro profondo quando il sole è alto, quasi trasparente sul fondo di sabbia vicino alla riva.

La tradizione vuole che sia qui il primo approdo italiano di Enea in fuga da Troia, e il posto ha davvero l'aria di un rifugio naturale: due braccia di roccia che si chiudono a proteggere una pozza calma, mentre fuori l'Adriatico fa quello che vuole. È una suggestione letteraria, non un dato storico, ma racconta bene il carattere della cala.

Il mare e i fondali

L'insenatura è piccola e va presa per quello che è: non c'è un grande arenile, ci si sistema sulla sabbia vicino all'acqua o sui ripiani di roccia ai lati. In compenso il mare è quasi sempre calmo, perché la conformazione a canale ripara dai venti dominanti, e la trasparenza è notevole.

Con maschera e boccaglio si nuota lungo i due fianchi rocciosi, dove la parete scende a gradoni e si incontrano posidonia, saraghi e piccoli anfratti. Porto Badisco è anche storicamente legata ai ricci di mare: nei ristoranti del posto la ricciata è un rito di primavera, e vale la pena chiedere quando è stagione e quando invece la raccolta è vietata.

La Grotta dei Cervi

Sopra la cala si apre una delle grotte preistoriche più importanti d'Europa: la Grotta dei Cervi, scoperta nel 1970, con pareti coperte da centinaia di pittogrammi in guano di pipistrello del Neolitico. Per ragioni di conservazione non è visitabile: l'ingresso è chiuso e l'accesso riservato agli studiosi. Vale però sapere che si trova lì, a pochi metri dal punto in cui si fa il bagno: dà un'altra profondità alla giornata.

Quando andare

La cala è piccola, quindi in luglio e agosto si riempie presto: il parcheggio lungo la strada si esaurisce entro metà mattina e la discesa a piedi diventa l'unica opzione. Andarci al mattino presto o dopo le cinque del pomeriggio cambia completamente l'esperienza. In primavera e a settembre Porto Badisco torna a essere una cala silenziosa, con l'acqua ancora buona e i tavoli dei ristoranti liberi.

Consigli pratici

  • La cala è piccola: in alta stagione arrivate entro le nove del mattino o dopo le cinque del pomeriggio.
  • Il parcheggio lungo la strada finisce presto; mettete in conto qualche centinaio di metri a piedi.
  • Maschera e boccaglio: i due fianchi rocciosi dell'insenatura sono la parte più bella.
  • La Grotta dei Cervi non è visitabile: è chiusa per motivi di conservazione, non cercate l'ingresso.
  • Se vi interessano i ricci, chiedete al ristorante quando è stagione: la raccolta ha periodi di divieto.