Uliveto secolare del Salento con tronchi contorti e muretti a secco
Uliveto secolare del Salento con tronchi contorti e muretti a secco. Foto: Yellow.Cat from Roma, Italy · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Un paesaggio costruito, non trovato

Chi attraversa la campagna salentina per la prima volta tende a leggerla come natura. In realtà quasi tutto ciò che si vede è opera umana, sedimentata per secoli: la disposizione degli alberi, le pietre allineate, le costruzioni a cupola in mezzo ai campi, perfino la forma dei tronchi. L'olivicoltura in Puglia ha radici antichissime, con testimonianze che risalgono almeno alla prima età storica, e ha plasmato il territorio in modo più profondo di qualunque altra attività.

L'agriturismo è immerso in un uliveto, e questa è forse la ragione più semplice per imparare a guardarlo: basta uscire e camminare.

Come si riconosce un ulivo secolare

Non è una questione di altezza. Un ulivo antico si riconosce dal tronco: contorto, scanalato, spesso cavo al centro perché il legno interno si consuma mentre la pianta continua a vivere sulla corteccia periferica. Alcuni esemplari sembrano composti da più fusti avvolti l'uno sull'altro.

  • Il punto di innesto, in basso, è talvolta ancora visibile: molte piante nascono da olivastro selvatico innestato con varietà coltivate.
  • Le ceppaie larghe e appiattite indicano potature e ricacci ripetuti nel corso di generazioni.
  • La distanza fra le piante è ampia: gli impianti antichi sono radi, pensati per la raccolta a mano e per la scarsità d'acqua.

La differenza rispetto a un impianto moderno è immediata: file fitte, tronchi regolari, chiome basse e uniformi. Non è un giudizio di valore, sono risposte diverse a esigenze diverse.

I muretti a secco

Le pietre allineate che dividono i campi non sono decorazione. Sono il modo in cui si è reso coltivabile un terreno pieno di roccia affiorante: spietrando si liberava il suolo e con il materiale rimosso si costruiva il confine. I muretti a secco si realizzano incastrando le pietre senza malta, e proprio per questo lasciano passare l'acqua e il vento, riducendo l'erosione e offrendo rifugio a rettili, insetti e piccoli uccelli.

Nel 2018 l'arte dei muretti a secco è stata iscritta nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'UNESCO, con una candidatura presentata da otto Paesi e di cui la Puglia è stata fra i promotori in Italia. La motivazione parla di una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura, ed è un modo esatto di descrivere ciò che vedete ai bordi delle strade di campagna.

Le costruzioni in pietra

In mezzo agli uliveti si incontrano piccole architetture a secco, costruite con la stessa tecnica dei muri: ricoveri per attrezzi, ripari dal sole, depositi. Nel Salento vengono chiamate in vari modi a seconda della zona, e restano la testimonianza più immediata di un'agricoltura che si faceva a piedi, con l'attrezzo in spalla e la giornata scandita dalla luce. Non sono monumenti, ma raccontano il lavoro meglio di qualsiasi targa.

Il paesaggio che cambia

Sarebbe disonesto descrivere questa campagna come immutabile. Dal 2013 la diffusione del batterio Xylella fastidiosa ha colpito duramente l'olivicoltura salentina, e in molte aree gli uliveti hanno perso vigore o sono stati espiantati. Attraversando la provincia si incontrano alberi secchi accanto ad altri che hanno ripreso a vegetare, reimpianti con varietà tolleranti, campi riconvertiti.

È una vicenda ancora aperta, con esiti diversi da zona a zona, e vale la pena guardarla senza retorica. Il paesaggio che vedete oggi è una fase, non uno stato definitivo: come lo è stato quando gli olivastri furono innestati, quando i muri furono alzati, quando le prime cisterne raccolsero l'acqua piovana.

Come guardarlo davvero

Il modo migliore è camminare, la mattina presto o nell'ultima ora di luce, quando il sole radente disegna le ombre dei tronchi e la temperatura è sopportabile. Portate scarpe chiuse, perché il terreno è pietroso, restate sulle strade e sui sentieri di servizio e non entrate nei fondi coltivati: sono luoghi di lavoro, non parchi. Se vi capita di vedere una raccolta in corso, fermatevi a guardare da lontano. È il gesto che ha costruito tutto quello che avete intorno.

Dormite tra gli ulivi, a due passi dal mare

L'Aia di San Giorgio è a Vignacastrisi, immersa in un uliveto e a 4 km dalle scogliere di Castro: camere con bagno privato, colazione inclusa e ristorante con i prodotti della nostra azienda.